Salsa Rossa (Salsa Rubra)

Salsa Rossa (Salsa Rubra)
Salsa Rossa (Salsa Rubra)
La salsa rossa, discendente del famoso tomato-ketchup, pare avere origini cinesi o malesi, inizialmente a base di pesce e soia. Subì diverse trasformazioni nel tempo, con l'aggiunta di aceto, acciughe, noce moscata e chiodi di garofano da parte di mercanti inglesi e olandesi nel XVII secolo. Il pomodoro, ingrediente chiave del Nuovo Mondo, la trasformò in Tomato-Ketchup, che raggiunse l'Italia agli inizi del secolo scorso. In Italia, chiamata "rubra" (nome latino) per evitare vocaboli stranieri, è una preparazione piemontese che accompagna egregiamente il bollito misto.
  • Preparing Time: 30 minutes
  • Total Time: 1 hour and 30 minutes
  • Served Person: 4
vegan vegetarian white meat free tree nut free nut free gluten free red meat free shellfish free dairy free pescatarian
  • 1 cipolla
  • olio
  • basilico
  • 2 spicchi aglio
  • 8 nr pomodori maturi
  • 1 carota
  • 1 gambo sedano
  • 1/2 peperone
  • aceto
  • Carbohydrate 0 g
  • Cholesterol 0 mg
  • Fat 0 g
  • Fiber 0 g
  • Protein 0 g
  • Saturated Fat 0 g
  • Serving Size 1 1 Serving (0g)
  • Sodium 0 mg
  • Sugar 0 g
  • Trans Fat 0 g
  • Calories 0 calories

Un viaggio culinario attraverso la Salsa Rossa

La cucina è per me un viaggio, un'avventura che mi porta attraverso secoli di storia e tradizioni. Ogni ricetta è una storia da raccontare, una finestra aperta su culture diverse e su tecniche culinarie che si sono evolute nel tempo. Oggi voglio condividere con voi la ricetta della Salsa Rossa, o Salsa Rubra come viene chiamata in alcune regioni d'Italia. Questa salsa, apparentemente semplice, cela una storia affascinante, un percorso culinario che attraversa continenti e epoche.

Ricordo la prima volta che ho assaggiato la Salsa Rossa. Ero in Piemonte, ospite di una famiglia che mi ha accolto a braccia aperte e mi ha fatto scoprire le meraviglie della loro cucina tradizionale. Il Bollito Misto, servito con una varietà di salse, tra cui la Salsa Rubra, è un'esperienza indimenticabile. Il sapore ricco e intenso di questa salsa, il suo perfetto equilibrio di dolcezza e acidità, mi hanno conquistata immediatamente. Da quel giorno, la Salsa Rossa è diventata un appuntamento fisso nella mia cucina, un piccolo tesoro da condividere con amici e familiari.

Ma cosa rende questa salsa così speciale? Oltre al suo sapore, c'è la sua storia, il suo legame con la cultura e la tradizione. Le sue origini sono tutt'altro che banali: si narra che sia discendente del tomato-ketchup, un condimento che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è nato in America. Le radici sembrano risalire alla Cina o alla Malesia, con preparazioni a base di pesce e soia. Nel corso dei secoli, la ricetta ha subito diverse modifiche, arricchendosi di nuovi ingredienti e trasformandosi in quella che oggi conosciamo.

Pensate all'influenza dei mercanti inglesi e olandesi, che nel XVII secolo importarono in Europa questa salsa, eliminando la soia e aggiungendo aceto, acciughe, noce moscata e chiodi di garofano. Un ulteriore cambiamento epocale è stato l'arrivo del pomodoro dal Nuovo Mondo, che ha dato alla salsa la sua identità definitiva. Il passaggio in Italia è stato altrettanto significativo, dove è stata ribattezzata "Rubra" per la preferenza del regime fascista per i termini latini, rispetto a quelli stranieri. Questo è un esempio di come la storia, la politica e le tradizioni culinarie si intrecciano, lasciando una traccia indelebile nelle nostre ricette.

Preparare la Salsa Rossa è un atto d'amore, un modo per connettersi con il passato e con le proprie radici. Ogni passaggio, dalla scelta degli ingredienti freschi alla lenta cottura, contribuisce a creare quel sapore unico e inconfondibile. E poi, la soddisfazione di assaporare una salsa fatta in casa, preparata con cura e passione, è indescrivibile. È un piccolo gesto, ma che racchiude in sé un mondo di significati, un patrimonio di conoscenze e di sapori tramandati di generazione in generazione.

La Salsa Rossa è molto più di una semplice salsa: è un simbolo di tradizione, un omaggio alla storia e un'espressione di amore per la cucina. È un invito a riscoprire il piacere della semplicità, della genuinità degli ingredienti e della ricchezza dei sapori autentici.

Provate a prepararla, lasciatevi guidare dai profumi e dai sapori, e scoprirete una nuova dimensione del gusto. E non dimenticate di condividerla con chi amate, perché la cucina è un gesto d'amore, un modo per condividere emozioni e creare ricordi indimenticabili.

Step-by-step

    • Lavate il peperone, eliminate il picciolo, dividetelo a metà, estraete i semi interni, tagliatelo a striscioline e poi a cubetti; tenetelo da parte.
    • Lavate e sbollentate i pomodori.
    • Scolateli, spellateli, togliete i semi interni e tagliateli a dadini.
    • Preparate il soffritto: lavate il sedano, eliminate i filamenti esterni e tritatelo; lavate, pelate e tritate la carota; sbucciate e tritate la cipolla.
    • Versate il trito in una padella ampia, aromatizzate con il peperoncino e fate soffriggere con 4 cucchiai di olio a fuoco dolce per circa 10 minuti, finché si imbiondiscono.
    • Aggiungete i peperoni (tenendone da parte alcuni per guarnire), i pomodori, le foglie di basilico, l'aceto, lo zucchero e il sale.
    • Fate cuocere a fuoco basso con il coperchio fino a quando la salsa sarà densa.
    • Frullate con un mixer ad immersione o passate al passaverdura.
    • Amalgamate bene la salsa aggiungendo due cucchiai di olio, aggiustate di sale e servite, guarnendo con i cubetti di peperone tenuti da parte.